Pace in Palestina!

Pubblicato il 22 Settembre 2025

Chiediamo la Pace in Palestina per fermare questo genocidio!

Noi docenti del “Galilei” dedichiamo questo minuto di silenzio alle vittime innocenti di tutte le guerre, ma in particolar modo, alle vittime di quello che l’ONU ha definito come la più grave catastrofe umanitaria della storia che il mondo vive quotidianamente davanti ai propri occhi: il genocidio di Gaza.

Il compito di noi insegnanti è quello di trasmettere “cultura”, che non è fatta solo di contenuti, concetti, idee, formule matematiche, ma trasmettere cultura significa soprattutto aiutare i nostri ragazzi a diventare i migliori cittadini di domani, educandoli in primis al rispetto della vita e dei diritti umani di ogni persona.

Tuttavia questa cultura che noi trasmettiamo perde il suo significato se, laddove lo richiede la Storia, rimane muta e non si alza proprio in difesa di quella vita e di quei diritti umani di cui si fa da sempre portavoce.

Noi docenti sentiamo quindi il dovere morale di esprimere oggi la nostra condanna e il nostro NO.

NO al genocidio, alle bombe sugli ospedali, sulle scuole, sui centri di accoglienza profughi,

NO alla fame e alla sete usati come armi da guerra,

NO al massacro di uomini, donne, bambini indifesi, medici, infermieri, giornalisti.

Non vogliamo più vedere madri che scavano tra le macerie alla ricerca di quel peluche che è l’unica cosa rimasta di quel figlio che è stato bruciato vivo dalle bombe.

Non vogliamo più vedere padri che vengono uccisi mentre corrono loro stessi affamati verso i centri di distribuzione per portare a casa un sacco di farina.

Non vogliamo più vedere medici piangere perché non possono curare i feriti che devono lasciar morire senza la possibilità di alleviare le loro sofferenze perché ogni presidio medico è stato volutamente bombardato.

E infine non vogliamo più vedere bambini e ragazzi essere privati barbaramente della loro infanzia e gioventù, del loro diritto ad avere un futuro, fatti a pezzi sotto le macerie o fatti morire di fame e di sete.

Se i nostri governanti tacciono, parliamo noi, se non agiscono, agiamo noi, se non provano pietà, gridiamo noi la nostra umanità, la nostra solidarietà e vicinanza a un popolo indifeso e martoriato.

E’ poco quello che possiamo fare? Ma se è tutto ciò che possiamo fare, noi dobbiamo farlo. Per poter dire domani “Io non sono diventato come loro: quelli che hanno visto e hanno taciuto.

Per Gaza.

Per chi non può più parlare.

Per chi ancora resiste.

Un minuto di silenzio e una preghiera per loro.

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